Scrive frasi inopportune sui Social: il lavoratore svizzero può essere licenziato?

Il comportamento del dipendente fuori dall’orario di lavoro

Instagram, Twitter ma soprattutto Facebook: ecco le nuova frontiera della comunicazione. Postare frasi e foto sui propri profili personali, rispondere in maniera inadeguata a post di altre persone, condividere filmati o testi offensivi possono essere motivo di licenziamento in Svizzera? In altre parole, fuori dall’orario di lavoro, il dipendente è libero di fare tutto quello che vuole e di esprimersi pubblicamente a suo completo piacimento anche senza nessun rispetto delle regole?

Per rispondere correttamente alla domanda bisogna prima di tutto fare un passo indietro e vedere cosa prevede la legge in caso di licenziamento.
La possibilità di risoluzione immediata dal posto di lavoro era già stata affrontata nel nostro blog di ottobre 2018. Avevamo osservato che il lavoratore può essere “licenziato in tronco”, quindi senza che debba essere dato il periodo di preavviso, tutte le volte che il suo comportamento è stato così riprovevole che sono venuti a mancare tutti quei presupposti di fiducia indispensabili per proseguire con il rapporto di lavoro stesso (Art. 337 G CO).

Possiamo quindi considerare gli eventuali insulti verso la Svizzera oppure verso le forze dell’ordine, postati sui social, un comportamento in grado di andare a compromettere il rapporto di fiducia fra datore di lavoro e dipendente? Oppure, in maniera più specifica, insultare o denigrare la propria azienda o i vertici aziendali, può essere ragione di licenziamento immediato?

Uso inopportuno dei social: cosa dice la legge

In verità il Codice delle Obbligazioni svizzero non prende in considerazione in maniera specifica l’uso dei social, non “regolamentando” questo aspetto in modo puntuale. La ragione, come ben si può intuire, sta solo nel fatto che piattaforme come Facebook sono nate recentemente e, quindi, non esistevano al momento della stesura del codice stesso.

Però notiamo che fra le ragioni che possono portare al licenziamento immediato, vi sono le violazioni contemplate dall’art. 321a CO, quali:

• Comportamenti impropri o illegali nei confronti del proprio datore di lavoro;
• Denigrazione della reputazione aziendale;
• Divulgazione dei segreti aziendali.

A ben vedere tutte queste possibili azioni da parte del lavoratore possono essere intraprese al di fuori dell’orario di lavoro, utilizzando anche le piattaforme social, andando quindi a ledere irrimediabilmente il rapporto di fiducia.

Ma sono quindi sufficienti a decretare il licenziamento in tronco?

Licenziamento “si” o licenziamento “no”? Come valutare le singole situazioni

Per valutare se effettivamente ci siano i presupposti per il licenziamento immediato, la dottrina è ormai concorde nell’affermare che si deve tenere conto anche di altri fattori, quali:

Ruolo ricoperto all’interno dell’azienda: tanto più si ha un’alta carica nell’organigramma dell’impresa, tanto più il comportamento improprio è considerato lesivo degli interessi aziendali;

Attività svolta dall’azienda/datore di lavoro: il comportamento lesivo è considerato maggiormente grave se svolto verso un’attività pubblica o una in cui vengono trattati determinati tipi di dati.

• Contesto in cui si verifica la violazione: un comportamento reiterato in grado di coinvolgere più persone è ritenuto più grave rispetto a un fatto singolo.

Conclusioni: licenziamento e uso dei social

Quanto detto ci fa comprendere che il licenziamento in tronco per comportamenti inopportuni tenuti al di fuori dell’orario di lavoro è possibile ma deve essere provato in maniera specifica. Anche un utilizzo sconsiderato dei social, considerato il loro grande impatto a livello del pubblico raggiunto, deve essere quindi fatto rientrare fra i possibili motivi che giustificano un licenziamento immediato. I social sono un mezzo di comunicazione potentissimo che può sfuggire facilmente al nostro controllo e, un fatto postato, un commento verso i colleghi o l’azienda in un gruppo privato potrebbe diventare in breve di dominio pubblico.

Il consiglio che vogliamo darvi, quindi, è quello di non pubblicare post o video offensivi perché il vostro posto di lavoro potrebbe essere messo in serio pericolo.